“Ma la verità è che chi prova Ira e non agisce, diffonde il contagio. Così dice il nostro Blake.” Dentro a questo giallo troverete tutto quello che c’è da trovare: ecofemminismo, ateismo e animalismo conditi in salsa slava, con un topping di polemica socioculturale e una spolverata di riflessione linguistica. Decisamente crunchy. Non è un caso, infatti, che l’autrice abbia sì vinto il Nobel per la letteratura nel 2018, ma che la Tokarczuk sia anche stata accusata di antinazionalismo e osteggiata in qualità di satanista. Siamo in Polonia, precisamente ai confini con la Repubblica Ceca, e la Signora Duszejko è un’insegnante d’inglese sulla sessantina che cerca di tenere a bada i suoi peculiari problemi di salute. Crede nell’as...
In via della Viola, nel pieno centro storico di Perugia e a due passi dalle zone più turistiche della città, si nasconde un vicolo di artisti e botteghe dove la politica e il sentire sociale convergono in progetti di cittadinanza alternativa e inclusione. Tra tutti, però, ne spicca uno che potrebbe essere visto come esempio lampante di antropologia applicata. L'autore, al momento sconosciuto (anzi, se mi leggi, contattami: ho delle domande da farti!), si è riappropriato di uno spazio di affissione ormai in disuso e l'ha trasformato in una bacheca per i necrologi degli animali d'affezione scomparsi. Un'iniziativa del genere, semplice e a costo zero, onora la memoria e dà visibilità a quel dolore che, purtroppo, nella nostra società programmata per vedere gli animali come oggetti da consumare anziché come compagni di vita, spesso viene ignorato. Se anche voi, come me, avete perso un amico animale, sapete bene di cosa parlo. Il mancato riconoscimento di quello che la psic...